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	<title>Gli Euros</title>
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		<title>Gli Euros</title>
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		<title>Wilders, l'incognita dell'Olanda</title>
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		<dc:date>2010-09-02T12:02:00Z</dc:date>
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		<dc:creator>Giuseppe TERRANOVA</dc:creator>


		<dc:subject>Paesi Bassi</dc:subject>
		<dc:subject>Politiche interne</dc:subject>
		<dc:subject>West - Welfare, Societ&#224;, Territorio</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Continua la collaborazione de Gli Euros con il quotidiano di affari sociali West - Welfare, Societ&#224;, Territorio. E' la volta dell'Olanda, dove le negoziazioni per formare il nuovo governo, a tre mesi dalle elezioni, restano ostaggio della destra anti-immigrazione di Geert Wilders. Ma quali sono le vere chance dell'ultima espressione del neopopulismo all'europea? Meteora politica o astro nascente?&lt;/p&gt;

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH113/arton3987-2c398.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='113' class='spip_logos' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Continua la collaborazione de Gli Euros con il quotidiano di affari sociali West - Welfare, Societ&#224;, Territorio. E' la volta dell'Olanda, dove le negoziazioni per formare il nuovo governo, a tre mesi dalle elezioni, restano ostaggio della destra anti-immigrazione di Geert Wilders. Ma quali sono le vere chance dell'ultima espressione del neopopulismo all'europea? Meteora politica o astro nascente?&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;L'articolo &#232; stato pubblicato sul quotidiano &lt;a href='http://www.west-info.eu/it/' class='spip_out' rel='external'&gt;West - Welfare, Societ&#224;, Territorio&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo le grida di preoccupato allarme per il successo elettorale del partito di Geert Wilders, sulla situazione politica olandese &#232; sceso un colpevole silenzio. Un disinteresse tanto pi&#249; colpevole se si tiene conto che l'incertezza e l'instabilit&#224; politica &#232; quanto mai inusuale per un paese dalle nobili tradizioni democratiche. Quello olandese, dunque, &#232; un problema al quale l'intera Europa deve prestare attenzione.
Perch&#233; in Olanda, a quasi tre mesi dalle ultime elezioni politiche, la formazione di un nuovo governo &#232; sempre pi&#249; un rebus? La verit&#224; &#232; che la tornata elettorale dello scorso giugno ha prodotto soltanto frammentazioni e incertezze nell'instabile scenario politico olandese. La d&#233;bacle dei due grandi partiti, quello democristiano (21 seggi) e quello laburista (30 seggi); la vittoria stentata del partito liberale (31 seggi) che deve fare i conti con il Partito della Libert&#224; (PVV) di Geert Wilders (passato da 9 a 24 seggi), non solo ha reso quasi impossibile la nascita di un nuovo esecutivo, ma ha anche posto una questione pi&#249; generale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fin dai tempi di Weimar, infatti, le democrazie occidentali si interrogano su come relazionarsi con le formazioni politiche extra-parlamentari. Escluderle dal gioco democratico o favorire una loro inclusione? E, quest'ultima opzione non pu&#242; tradursi in un cavallo di Troia degli estremisti?
Insomma Amsterdam &#232; come Weimar? E' questo l'enigma che ancora oggi rallenta la formazione del nuovo esecutivo olandese. A noi non sembra cos&#236;. Per almeno due ragioni.
La prima, sappiamo che la storia dei partiti neo-populisti europei negli ultimi due decenni ha seguito percorsi diametralmente opposti a quello registrato nella Repubblica tedesca tra le due guerre mondiali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come ha affermato il politologo francese Jean-Yves Camus in un'intervista al nostro giornale, le formazioni cosiddette populiste, dopo gli straordinari successi elettorali degli esordi, si sono sistematicamente trovate a un bivio: moderarsi per entrare in Parlamento e nel governo o continuare sulla strada dell'estremismo. Che per&#242; si &#232; sempre rivelata senza sbocco.
In questo senso, se il PVV, com'&#232; probabile, fornir&#224; un appoggio esterno al nuovo esecutivo olandese, &#232; possibile sostenere che nel breve periodo Geert Wilders non rinuncer&#224; alle sue sortite anti-immigrati e anti-Islam. Tant'&#232; che ha gi&#224; annunciato di voler partecipare alle celebrazioni dell'11 settembre a New York per manifestare contro il progetto che prevede la costruzione di una moschea nei pressi di Ground Zero. Sul lungo periodo, per&#242;, Wilders dovr&#224; scegliere se limare gli atteggiamenti pi&#249; estremisti per trasformare il PVV in un partito di governo o continuare a fare il capo popolo. In quest'ultimo caso i successi degli ultimi anni potrebbero trasformarsi in un fuoco di paglia. Fermo restando che in politica nulla &#232; immutabile e, dunque, conviene sempre stare allerta. Evitando la tentazione del tacchino induttivista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Senza dimenticare, ed &#232; questa la seconda ragione, che i grandi partiti e, pi&#249; in generale l'establishment olandese, per sopravvivere devono fare i conti con le sfide e le problematiche poste dal biondone capo-popolo. Non solo in tema di immigrazione, ma anche per quanto riguarda le politiche di welfare. Lasciare il monopolio di questioni cos&#236; delicate alle forze anti-sistema non sembra consigliabile.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Nicholas Sarkozy</title>
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		<dc:date>2010-08-30T18:41:49Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Diversit&#224; / Minoranze</dc:subject>
		<dc:subject>Francia</dc:subject>
		<dc:subject>Politiche interne</dc:subject>

		<description>Bastonato dai sondaggi d'opinione pre-estivi, l'iperpresidente &#232; tornato a cavalcare come-prima-pi&#249;-prima l'idra della sicurezza, che ai tempi in cui era ancora Ministro dell'Interno ne aveva spianato l'ascesa all'Eliseo. Privazione della nazionalit&#224; francese agli immigrati macchiatisi di reati gravi, giro di vite sui rom, inasprimento delle pene per la delinquenza minorile. Gli obiettivi nel mirino di Sarko si moltiplicano, con buona pace degli attivisti per i diritti umani e speculare giubilo (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH101/arton3977-d246e.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='101' class='spip_logos' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Bastonato dai sondaggi d'opinione pre-estivi, l'iperpresidente &#232; tornato a cavalcare come-prima-pi&#249;-prima l'idra della sicurezza, che ai tempi in cui era ancora Ministro dell'Interno ne aveva spianato l'ascesa all'Eliseo. Privazione della nazionalit&#224; francese agli immigrati macchiatisi di reati gravi, giro di vite sui rom, inasprimento delle pene per la delinquenza minorile. Gli obiettivi nel mirino di Sarko si moltiplicano, con buona pace degli attivisti per i diritti umani e speculare giubilo dell'estrema destra europea. Solo che la strategia del pugno di ferro, agitato e fatto agitare ai suoi fedelissimi, per ora almeno pare non pagare. La popolarit&#224; del Nostro, secondo le ultime indagini statistiche, resta bloccata ai minimi storici.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Boris Tadic</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/Boris-Tadic,3976.html</link>
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		<dc:date>2010-08-30T18:35:01Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Allargamento</dc:subject>
		<dc:subject>Balcani</dc:subject>

		<description>Il premier serbo ha il merito di aver sottratto il paese dall'orbita seducente della Russia, gettando con sincera convinzione le basi per un futuro sotto le dodici stelle del firmamento europeo. Non a caso l'UE l'ha premiato scongelando a fine 2009 l'Accordo di Stabilizzazione e Associazione, primo concreto passo verso l'adesione vera e propria. Ecco che adesso il buonsenso dell'europeista Tadic torna a fare capolino sullo spinoso nodo Kosovo. La controversa indipendenza dell'ex provincia serba a (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH101/arton3976-34961.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='101' class='spip_logos' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il premier serbo ha il merito di aver sottratto il paese dall'orbita seducente della Russia, gettando con sincera convinzione le basi per un futuro sotto le dodici stelle del firmamento europeo. Non a caso l'UE l'ha premiato scongelando a fine 2009 l'Accordo di Stabilizzazione e Associazione, primo concreto passo verso l'adesione vera e propria. Ecco che adesso il buonsenso dell'europeista Tadic torna a fare capolino sullo spinoso nodo Kosovo. La controversa indipendenza dell'ex provincia serba a maggioranza albanese ha da poco ottenuto un'implicita benedizione della Corte di Giustizia Internazionale. E piuttosto che reagire con rappresaglie di sorta, come molti compatrioti desidererebbero, il presidente apre le porte a un compromesso invocando l'aiuto di Bruxelles. Un atto di grande maturit&#224; politica che dissipa gli ultimi fantasmi di Milosevic.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>A dieci anni dalla sua entrata in vigore: la caduta dell'euro?</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/A-dieci-anni-dalla-sua-entrata-in,3960.html</link>
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		<dc:date>2010-08-30T18:00:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Anna Paternino (traduttrice), Peter CLAEYS</dc:creator>


		<dc:subject>Politiche economiche e monetarie</dc:subject>
		<dc:subject>Budget e finanze pubbliche</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Circa due anni fa, nel momento in cui la crisi economica aveva iniziato a dilagare sembr&#242; che si trattasse di un problema riguardante principalmente gli Stati Uniti. La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, riusc&#236; a mantenere a galla il sistema bancario soltanto con l'aiuto dei contribuenti americani, seppure con un enorme aumento del debito pubblico. L'Europa, grazie agli interventi della Banca Centrale Europea (BCE) e dei governi europei, riusc&#236; a resistere allo tsunami della crisi finanziaria. L'euro venne considerato un successo sotto tutti i punti di vista. La moneta comune, dieci anni dopo la sua entrata in vigore, aveva protetto l'Europa dall'instabilit&#224; economica. La politica economica continuava ad essere indirizzata a una crescita economica stabile, con una bassa inflazione.&lt;/p&gt;

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH101/arton3960-40eb7.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='101' class='spip_logos' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Circa due anni fa, nel momento in cui la crisi economica aveva iniziato a dilagare sembr&#242; che si trattasse di un problema riguardante principalmente gli Stati Uniti. La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, riusc&#236; a mantenere a galla il sistema bancario soltanto con l'aiuto dei contribuenti americani, seppure con un enorme aumento del debito pubblico. L'Europa, grazie agli interventi della Banca Centrale Europea (BCE) e dei governi europei, riusc&#236; a resistere allo tsunami della crisi finanziaria. L'euro venne considerato un successo sotto tutti i punti di vista. La moneta comune, dieci anni dopo la sua entrata in vigore, aveva protetto l'Europa dall'instabilit&#224; economica. La politica economica continuava ad essere indirizzata a una crescita economica stabile, con una bassa inflazione.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Due anni dopo, la politica economica della zona euro &#232; al contrario distrutta. La crisi del debito in Grecia ha messo in evidenza la debolezza di una combinazione tra una politica monetaria a livello europeo e le politiche fiscali a livello nazionale. Le divergenze tra i governi degli Stati Membri sugli obiettivi economici comuni sarebbero dovute essere chiare sin dall'entrata in vigore dell'euro. E mentre finora la BCE &#232; stata in grado di attenersi al suo obiettivo, mantenendo un'inflazione pari al 2%, i governi nazionali non sono stati in grado di seguire il Patto di Stabilit&#224; e Crescita con lo stesso rigore. Negli ultimi dieci anni il rigore dei conti pubblici &#232; stato abbandonato, e non soltanto dalla Grecia o dal Portogallo. Nel 2002 Francia e Germania hanno riscritto le regole del Patto nel modo a loro pi&#249; consono. Inoltre, le riforme strutturali a livello nazionale (attraverso la cosiddetta Strategia di Lisbona) o a livello europeo (attraverso l'approfondimento del mercato unico) non sono state prese seriamente in considerazione. Gli stati membri dell'Unione Europea hanno spesso continuato a portare avanti i loro interessi nazionali, perfino in quei settori di competenza dell'Unione Europea.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Dieci anni dopo, una riforma delle politiche sull'euro&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L'accordo raggiunto il 16 maggio, ha dato un ultimo scossone al consenso di Bruxelles- Francoforte nella zona euro. Per difendere l'euro, la BCE ha abbandonato la sua priorit&#224;, ovvero la stabilit&#224; dei prezzi, acquistando titoli di stato; creer&#224; l'inflazione iniettando liquidit&#224; a breve termine o ricapitalizzando il bilancio sempre pi&#249; debole a lungo termine. Come risarcimento per la Germania che accetta l'indebolimento della BCE, ai paesi con un alto deficit come Spagna, Francia e Italia viene chiesto di tagliare i loro bilanci in modo drastico. Ma &#232; probabile che tutto ci&#242; vada a deprimere ulteriormente la crescita economica, proprio adesso che i primi segnali di ripresa economica erano iniziati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non &#232; ancora chiaro cosa di fatto implichi questa nuova politica. L'accordo che permette alla BCE di acquistare i titoli di stato e iniettare liquidit&#224; potrebbe essere destinato a ridurre il debito ricorrendo all'inflazione. E la forte riduzione del deficit richiesta dai paesi pi&#249; indebitati potrebbe costituire un modo per deflazionare queste economie, e permettere che riacquistino competitivit&#224;. Non ci sono soltanto dubbi sulla possibile riuscita di questa formula dal punto di vista economico, ma ci sono anche dubbi sul fatto che questa tipo di politica sia effettivamente realizzabile dal punto di vista politico.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
La politica economica costruita a tavolino &#232; la chiave del fallimento&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Cosa vuol dire chiedere dei sacrifici alla Grecia o alla Spagna, in cambio di aiuto da parte della BCE e di altri stati membri? Dal punto di vista politico &#232; possibile chiedere alla Grecia di suicidarsi, economicamente parlando, per i prossimi vent'anni? Ed &#232; possibile mantenere la solidariet&#224; all'interno dell'Europa con una politica economica fatta di sacrifici? Sembra che si tratti di battibecchi politici piuttosto che di una politica economica. La domanda fondamentale sorta agli inizi dell'Unione Monetaria Europea (UME) non &#232; ancora svanita: quanto potr&#224; ancora durare un'unione economica senza un'unione dal punto di vista politico? Un paese non ha bisogno di avere la propria valuta, ma esistono alcuni motivi per cui non esistono valute senza uno stato.&lt;/p&gt; &lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3074 spip_documents spip_documents_right' style='float:right;width:238px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;IMG/jpg/ecb-2.jpg&quot; title='La Banca Centrale Europea&lt;br /&gt;Fonte: U-g-g-B-o-y-(-Photograp h-World-Sense-) da Flickr.com' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L238xH320/ecb-2-13aeaja495-155d1.jpg' width='238' height='320' alt='JPEG - 187,1 Kb' style='height:320px;width:238px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dt class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;La Banca Centrale Europea&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dd class='spip_doc_descriptif'&gt;&lt;p&gt;Fonte: U-g-g-B-o-y-(-Photograp h-World-Sense-) da Flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/dd&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;Una moneta comune impone vere e proprie restrizioni alle politiche economiche che devono essere adottate da ogni stato membro. Imporre rigidit&#224; in termini di bilancio e flessibilit&#224; attraverso politiche deflazionistiche &#232; difficile in Europa. Ci&#242; non implica soltanto politiche impopolari con grandi effetti politici. &#200; compromettente sotto il profilo economico, e impone inutilmente un alto costo alla societ&#224;. Ed &#232; anche contrario allo spirito del mercato unico e allo scopo di un'integrazione pi&#249; stretta. In questo modo mina alla base la convinzione per cui l'integrazione politica ed economica &#232; benefica per i cittadini dell'UE. La vera sfida per l'Unione Europea &#232; sul piano politico piuttosto che economico. Nonostante i primi passi gi&#224; fatti con il Trattato di Lisbona, non esiste ancora un orientamento politico per il bene comune dell'Europa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una domanda a questa risposta &#232; urgente. I mercati hanno continuato a finanziare i deficit negli ultimi dieci anni, in parte per l'ambiente economico vantaggioso, e in parte per la prospettiva futura di una mix di politiche stabili che puntassero ad una crescita a lungo termine. Ma la crisi ha fatto vacillare la convinzione per cui i politici europei siano fermamente decisi a subire le conseguenze di un'integrazione sempre pi&#249; stretta. Le indecisioni politiche relative al Trattato di Lisbona hanno dovuto mostrare chiaramente che l'Europa resta divisa nei suoi obiettivi economici e politici. Le esitazioni di Angela Merkel, l'inattivit&#224; dei governi dell'Europa meridionale, le continue discussioni sulle riforme, l'esiguo conferimento di poteri al Consiglio Europeo nel corso della crisi, hanno mostrato chiaramente l'incapacit&#224;, da parte dei governi europei, di battersi per un'ulteriore integrazione. Nessun pacchetto di misure anticrisi di una qualsiasi entit&#224; &#232; in grado di risolvere questo problema. Fa soltanto guadagnare tempo. Ma la domanda non pu&#242; essere rimandata all'infinito, e il consenso politico all'interno dell'UE non pu&#242; essere messo a tacere con quantit&#224; sempre maggiori di denaro preso in prestito dagli USA o dalla Cina.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
Grandi passi per governare l'Europa ed evitare il peggio&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il pi&#249; grande pericolo per l'UME &#232; forse l'esitazione a voler avanzare con determinazione verso un'unione politica. Purtroppo il tempo a disposizione sta finendo, e ora non c'&#232; tempo per discutere per altri 20 anni su un altro trattato. Per risolvere questo problema, un importante passo avanti deve essere fatto nell'ambito di una governance economica della zona euro. Governance economica non vuol dire soltanto controlli pi&#249; rigidi sul budget con un monitoraggio indipendente e sanzioni pi&#249; dure. Fondamentalmente una governance implica una politica in grado di bilanciare le instabilit&#224; economiche di tutta l'Europa. Ci&#242; implica un'ampia tassazione europea, con un budget significativo a livello europeo (con la possibilit&#224; di emettere eurobbligazioni) come strumento per la stabilizzazione delle fluttuazioni economiche. Una politica economica comunitaria richiede anche un governo economico che non si basi sull'insieme di particolari interessi nazionali, ma sull'interesse europeo comunitario, un governo guidato preferibilmente dalla Commissione Europea. Se questi provvedimenti non potranno essere presi, bisogner&#224; prepararsi ad assedi alle banche in alcuni stati membri, a banche sempre pi&#249; in crisi, a una caduta a picco dell'euro, a turbolenze politiche e forse alla secessione in alcuni paesi dell'UME o, per concludere, alla fine dell'euro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Foto logo: mammal su Flickr.com)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Perch&#233; l'Italia &#171;snobba&#187; Bruxelles </title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/Perche-l-Italia-snobba-Bruxelles,3961.html</link>
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		<dc:date>2010-08-30T17:40:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Istituzioni</dc:subject>
		<dc:subject>Italia</dc:subject>
		<dc:subject>Petite UNE</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;&#8220;Noiosa&#8221;, &#8220;complicata&#8221;, &#8220;inefficace&#8221;. L'Unione Europea, si sa, ha poca presa sui pensieri e le ambizioni dei nostri politici, salvo rare e perci&#242; stesso ancor pi&#249; fulgide eccezioni. Il punto de l'Economist...&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/-Regards-d-Europeens-.html" rel="directory"&gt;2. Sguardi da europei&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Institutions-+.html" rel="tag"&gt;Istituzioni&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Italie-+.html" rel="tag"&gt;Italia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Petite-UNE-+.html" rel="tag"&gt;Petite UNE&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH101/arton3961-6055b.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='101' class='spip_logos' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;&#8220;Noiosa&#8221;, &#8220;complicata&#8221;, &#8220;inefficace&#8221;. L'Unione Europea, si sa, ha poca presa sui pensieri e le ambizioni dei nostri politici, salvo rare e perci&#242; stesso ancor pi&#249; fulgide eccezioni. Il punto de l'Economist...&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&#8220;Noiosa&#8221;, &#8220;complicata&#8221;, &#8220;inefficace&#8221;. L'Unione Europea, si sa, ha poca presa sui pensieri e le ambizioni dei nostri politici, salvo rare e perci&#242; stesso ancor pi&#249; fulgide eccezioni. Di tale distacco, il tasso di assenteismo tra gli eurodeputati italiani, generalmente alto, &#232; certo l'elemento probante pi&#249; familiare al grande pubblico, venendo rilanciato dalla stampa del Belpaese con ciclica frequenza. Un altro esempio eloquente arriva dal blog di Marco Zatterin, corrispondente da Bruxelles per La Stampa, il quale non perde mai occasione per &#8220;pizzicare&#8221; e segnalare i (tanti) forfait dei ministri italiani ai meeting del Consiglio. L'aneddotica delle istituzioni, le voci di corridoio e i rumors che circolano a Bruxelles pullulano in ogni caso di storie in tal senso. Cos&#236; perfino &lt;a href='http://www.economist.com/node/16693617?story_id=16693617&amp;CFID=140132494&amp;CFTOKEN=22853781' class='spip_out' rel='external'&gt;l'Economist dalle colonne della rubrica &#8220;Charlemagne&#8221; ha provato a interrogarsi su quello che definisce &#8220;benign neglect&#8221;&lt;/a&gt;, il disinteresse benigno della politica italiana verso Bruxelles. Benigno proprio perch&#233; non colluso con alcun euroscetticismo di sorta. Un tema di cui a pi&#249; frangenti si &#232; interessata Federiga Bindi (&lt;i&gt;L'influenza italiana nei processi decisionali CE&lt;/i&gt; e, a breve in uscita per il Brookings Institution Press &lt;i&gt;Italy and the European Union&lt;/i&gt;), studiosa di fama internazionale citata dallo stesso articolo del settimanale britannico. Buona lettura.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Le sang impur</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/Le-sang-impur,3942.html</link>
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		<dc:date>2010-08-04T23:12:24Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Immigrazione, polizia e giustizia</dc:subject>
		<dc:subject>Francia</dc:subject>

		<description>Francia sotto shock per un video che mostra le violenze della gendarmerie durante lo sgombero di un gruppo d'immigrati da una banlieue. Il video, registrato di nascosto da un attivista dell'associazione Droit au logement (&#171;Diritto alla casa&#187;), mostra aggressioni di una violenza inaudita. Una madre e il suo bambino trascinati sull'asfalto senza alcuna pieta', si attendono interventi del governo che spieghino l'accaduto. Ecco il video delle violenze nella banlieue Fonte: Le monde (Foto: (...)

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/-La-mauvaise-nouvelle-.html" rel="directory"&gt;6. La cattiva notizia&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Immigration-police-et-justice-+.html" rel="tag"&gt;Immigrazione, polizia e giustizia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-France-+.html" rel="tag"&gt;Francia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L113xH150/arton3942-00ca7.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='113' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:113px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Francia sotto shock per un video che mostra le violenze della gendarmerie durante lo sgombero di un gruppo d'immigrati da una banlieue. Il video, registrato di nascosto da un attivista dell'associazione Droit au logement (&#171;Diritto alla casa&#187;), mostra aggressioni di una violenza inaudita. Una madre e il suo bambino trascinati sull'asfalto senza alcuna pieta', si attendono interventi del governo che spieghino l'accaduto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href='http://www.lepost.fr/article/2010/07/28/2166606_video-d-une-expulsion-a-la-courneuve-des-violences-policieres-denoncees.html' class='spip_out' rel='external'&gt;Ecco il video delle violenze nella banlieue&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: Le monde (Foto: Flickr)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Diritto alla fonte</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/Diritto-alla-fonte,3945.html</link>
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		<dc:date>2010-08-04T23:11:39Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Notizie dal mondo</dc:subject>

		<description>L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato un documento storico, seppure non vincolante: l'acqua &#232; infatti, per la prima volta, riconosciuta come un diritto umano il cui accesso va garantito ad ogni persona. La risoluzione &#232; passata dopo 15 anni di dibattiti e le astensioni pesanti di Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Australia, secondo i quali il testo appena approvato ostacolerebbe i lavori su una normativa simile in corso di discussione presso il Consiglio per i Diritti Umani. (...)

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/-La-bonne-nouvelle-.html" rel="directory"&gt;5. La buona notizia&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-International-+.html" rel="tag"&gt;Notizie dal mondo&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH100/arton3945-32f42.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato un documento storico, seppure non vincolante: l'acqua &#232; infatti, per la prima volta, riconosciuta come un diritto umano il cui accesso va garantito ad ogni persona. La risoluzione &#232; passata dopo 15 anni di dibattiti e le astensioni pesanti di Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Australia, secondo i quali il testo appena approvato ostacolerebbe i lavori su una normativa simile in corso di discussione presso il Consiglio per i Diritti Umani. Nel frattempo, comunque, viene riconosciuto ufficialmente dall'ONU che &quot;l'accesso a un'acqua potabile pulita e di qualit&#224; &#232; un diritto dell'uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita&#8221; mentre si invitano i paesi industrializzati a cooperare &#8220;affinch&#233; tutti nel mondo abbiano accesso all'acqua&#8221;. Accesso che attualmente &#232; impedito a 884 milioni di persone, mentre oltre due miliardi e mezzo di persone ne beneficiano in condizioni igienico-sanitarie insufficienti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: repubblica.it Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Previsioni del tempo</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/Previsioni-del-tempo,3946.html</link>
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		<dc:date>2010-08-04T23:11:19Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Ambiente</dc:subject>
		<dc:subject>Governance mondiale</dc:subject>
		<dc:subject>Clima: l'ora della verit&#224;</dc:subject>

		<description>Dal 2 al 6 Agosto si discuter&#224; a Bonn del futuro della cooperazione globale sulla riduzione dei gas serra. Si avvicina, infatti, la scadenza del protocollo di Kyoto e i leader mondiali devono rapidamente giungere ad un nuovo accordo per evitare di ritrovarsi in un vuoto normativo che renderebbe vani gli sforzi compiuti finora. Ma la strada sembra impervia: secondo il gruppo dei 77 paesi in via di sviluppo, la bozza di accordo &#232; eccessivamente sbilanciata a favore dei paesi industrializzati. (...)

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/-Le-rendez-vous-.html" rel="directory"&gt;4. L'attesa&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Environnement-+.html" rel="tag"&gt;Ambiente&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Gouvernance-mondiale-ONU-OMC-etc-+.html" rel="tag"&gt;Governance mondiale&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Changement-climatique-l-heure-de-+.html" rel="tag"&gt;Clima: l'ora della verit&#224;&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L148xH150/arton3946-f60be.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='148' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:148px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Dal 2 al 6 Agosto si discuter&#224; a Bonn del futuro della cooperazione globale sulla riduzione dei gas serra. Si avvicina, infatti, la scadenza del protocollo di Kyoto e i leader mondiali devono rapidamente giungere ad un nuovo accordo per evitare di ritrovarsi in un vuoto normativo che renderebbe vani gli sforzi compiuti finora. Ma la strada sembra impervia: secondo il gruppo dei 77 paesi in via di sviluppo, la bozza di accordo &#232; eccessivamente sbilanciata a favore dei paesi industrializzati. Gli Stati Uniti, a loro volta, hanno espresso perplessit&#224;. Nel frattempo l'Europa, che sul protocollo di Kyoto aveva agito da leader, si divide: molti membri dell'UE, tra cui Francia Germania e Regno Unito, sono favorevoli ad una ulteriore riduzione di gas serra dal 20 al 30%. L'Italia si oppone.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: Ansa Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>4.000 euro solo andata</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/4-000-euro-solo-andata,3944.html</link>
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		<dc:date>2010-08-04T23:10:36Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Immigrazione, polizia e giustizia</dc:subject>
		<dc:subject>Francia</dc:subject>
		<dc:subject>Gran Bretagna </dc:subject>

		<description>Un'azione congiunta delle polizie francese e britannica ha portato all'arresto di 26 trafficanti di esseri umani. L'organizzazione si faceva pagare tra i 1.500 e i 4.000 euro a persona per trasportare i migranti lungo il Canale della Manica da Calais alle coste inglesi. Secondo gli ufficiali di polizia coinvolti nell'operazione, &#232; stata smantellata una delle pi&#249; importanti reti di immigrazione clandestina verso il Regno Unito. Resta tuttavia il dubbio sull'efficacia e l'umanit&#224; delle politiche (...)

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/-Le-chiffre-.html" rel="directory"&gt;2. Le cifre&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Immigration-police-et-justice-+.html" rel="tag"&gt;Immigrazione, polizia e giustizia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-France-+.html" rel="tag"&gt;Francia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-United-Kingdom-+.html" rel="tag"&gt;Gran Bretagna &lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH113/arton3944-9abd5.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='113' class='spip_logos' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Un'azione congiunta delle polizie francese e britannica ha portato all'arresto di 26 trafficanti di esseri umani. L'organizzazione si faceva pagare tra i 1.500 e i 4.000 euro a persona per trasportare i migranti lungo il Canale della Manica da Calais alle coste inglesi. Secondo gli ufficiali di polizia coinvolti nell'operazione, &#232; stata smantellata una delle pi&#249; importanti reti di immigrazione clandestina verso il Regno Unito. Resta tuttavia il dubbio sull'efficacia e l'umanit&#224; delle politiche restrittive sull'immigrazione attuate dai paesi europei e che vede proprio Francia e Gran Bretagna in prima linea. In questi giorni la polizia francese &#232; sotto accusa per il trattamento inumano riservato a un gruppo di clandestini durante uno sgombro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: guardian.co.uk Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Cittadinanza girevole</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/Cittadinanza-girevole,3947.html</link>
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		<dc:date>2010-08-04T23:09:56Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Immigrazione, polizia e giustizia</dc:subject>
		<dc:subject>Francia</dc:subject>
		<dc:subject>Affari, questioni sociali, societ&#224;</dc:subject>

		<description>Stranieri, immigrati, cittadini acquisiti e nomadi nel mirino del governo francese. Mentre ancora riecheggiano i rumori degli scontri di due settimane fa a Grenoble, nella stessa citt&#224; francese il presidente Sarkozy si lancia all'attacco dei diritti degli immigrati e propone di ritirare la cittadinanza a qualsiasi persona d'origine straniera che attenti alla vita di un pubblico ufficiale. &#8220;Bisogna mostrarsi degni della cittadinanza francese&#8221;, &#232; il proclama (poco degno di un presidente francese) (...)

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/-La-phrase-.html" rel="directory"&gt;1. Le parole&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Immigration-police-et-justice-+.html" rel="tag"&gt;Immigrazione, polizia e giustizia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-France-+.html" rel="tag"&gt;Francia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Economie-social-entreprises-+.html" rel="tag"&gt;Affari, questioni sociali, societ&#224;&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH101/arton3947-5be89.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='101' class='spip_logos' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Stranieri, immigrati, cittadini acquisiti e nomadi nel mirino del governo francese. Mentre ancora riecheggiano i rumori degli scontri di due settimane fa a Grenoble, nella stessa citt&#224; francese il presidente Sarkozy si lancia all'attacco dei diritti degli immigrati e propone di ritirare la cittadinanza a qualsiasi persona d'origine straniera che attenti alla vita di un pubblico ufficiale. &#8220;Bisogna mostrarsi degni della cittadinanza francese&#8221;, &#232; il proclama (poco degno di un presidente francese) di Sarkozy. Il quale non si limita ad attaccare il diritto alla nazionalit&#224; e il principio di uguaglianza tra francesi, di nascita o acquisiti: nel suo duro discorso vengono presi di mira i campi rom, almeno met&#224; dei quali &#8220;deve sparire&#8221; entro la fine dell'estate. Nel frattempo la Gendarmerie mostra di aver recepito appieno le parole del Presidente. Un video shock mostra la brutalit&#224; degli agenti francesi durante lo sgombro di un'occupazione di clandestini alle porte di Parigi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: guardian.co.uk
Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>La crisi nelle vene di un paese</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/La-crisi-nelle-vene-di-un-paese,3949.html</link>
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		<dc:date>2010-08-04T23:09:31Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Grecia</dc:subject>
		<dc:subject>L'Europa e la crisi</dc:subject>

		<description>Dopo una settimana di sciopero durissimo, gli autotrasportatori greci proclamano la fine della mobilitazione, seppur con una maggioranza ristrettissima di voti a favore. La decisione arriva dopo le contromisure del governo, che aveva schierato l'esercito per distribuire alimenti e benzina e aveva minacciato il ricorso alla legge marziale se i camionisti non fossero tornati al lavoro. Lo sciopero rappresenta l'ennesima conseguenza del piano di recupero dalla crisi economica che attanaglia la (...)

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/-L-evenement-.html" rel="directory"&gt;3. L'evento&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Grece-+.html" rel="tag"&gt;Grecia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-L-Europe-dans-la-crise-+.html" rel="tag"&gt;L'Europa e la crisi&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH99/arton3949-0cb03.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='99' class='spip_logos' style='height:99px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Dopo una settimana di sciopero durissimo, gli autotrasportatori greci proclamano la fine della mobilitazione, seppur con una maggioranza ristrettissima di voti a favore. La decisione arriva dopo le contromisure del governo, che aveva schierato l'esercito per distribuire alimenti e benzina e aveva minacciato il ricorso alla legge marziale se i camionisti non fossero tornati al lavoro. Lo sciopero rappresenta l'ennesima conseguenza del piano di recupero dalla crisi economica che attanaglia la Grecia da mesi. Che il clima non sia disteso lo si capisce dalle parole dei servizi di sicurezza greci, secondo i quali agli scioperi e alle proteste potrebbe fare seguito il ricorso alla violenza e al terrorismo. Un gruppo armato, che rivendica l'omicidio di un giornalista avvenuto pochi giorni fa, ha fatto sapere che intende trasformare la Grecia in una &#171;zona di guerra&#187;.
Fonte: BBC news
Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Sky vs Mediaset (2): quel conflitto che scompigli&#242; Bruxelles</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/Sky-vs-Mediaset-2-quel-conflitto,3943.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.dieeuros.eu/Sky-vs-Mediaset-2-quel-conflitto,3943.html</guid>
		<dc:date>2010-08-04T13:58:52Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Mercato interno e concorrenza</dc:subject>
		<dc:subject>Italia</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;I retroscena di una querelle che ha spaccato il collegio dei commissari e fatto approdare il conflitto di interessi anche in Europa&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/-Opinions-.html" rel="directory"&gt;1. Opinioni&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Marche-interieur-et-concurrence-+.html" rel="tag"&gt;Mercato interno e concorrenza&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Italie-+.html" rel="tag"&gt;Italia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH113/arton3943-a22fd.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='113' class='spip_logos' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;I retroscena di una querelle che ha spaccato il collegio dei commissari e fatto approdare il conflitto di interessi anche in Europa&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il conflitto d'interessi non e' un problema solo italiano. In Italia, pero', ci abbiamo forse fatto l'abitudine tanto da dimenticare cosa significa.
Il conflitto d'interessi, se riferito a chi sta in posizioni di responsabilita' governativa, e' quel fenomeno manda in &#8220;tilt&#8221; il sistema decisionale, col pericolo di sottoporre il decision-making a logiche di parte e non al perseguimento del bene collettivo.
Per chi avesse scordato il gran scompiglio che puo' causare, basta raccontare qualche piccolo retroscena della decisione che ha dato il via libera a Sky sul Digitale terrestre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scrive Enrico Tibuzzi, ben informato corrispondente dell'Ansa da Bruxelles, che la decisione e' stata &#8220;adottata dopo una battaglia tra lo stesso Murdoch e Silvio Berlusconi condotta dentro e fuori il Berlaymont senza esclusione di colpi e che ha visto l'esecutivo comunitario, forse per la prima volta sotto la presidenza di Jose' Manuel Barroso - spaccarsi in due su un dossier riguardante la concorrenza&#8221;.
Non siamo del tutto certi che la spaccatura della Commissione sia stata cosi' violenta come l'hanno descritta i giornali, ma di certo il conflitto d'interessi del nostro Presidente del Consiglio ha mandato in &#8220;tilt&#8221; le logiche molto laiche (partiticamente) dell'Antitrust europea.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo i corrispondenti dell'Adnkronos, contro la decisione &#8220;si sarebbero pronunciati il commissario alla Salute, il maltese John Dalli, che avrebbe contestato il ruolo dominante della tv di Murdoch, la greca Maria Damalaki &#8211; commissario alla Pesca, secondo la quale l'esecutivo ha preso una decisione 'politica' e il responsabile al Mercato interno &#8211; Michel Barnier, per il quale la decisione potrebbe essere facilmente impugnata&#8221;.
Contro il si' a Sky si e' impuntato anche il vice presidente della Commissione e responsabile dell'Industria, l'italiano Antonio Tajani &#8211; gia' fondatore ed eurodeputato di Forza Italia, che avrebbe presentato una nota scritta con il proprio dissenso motivato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ad alzare la voce in favore del via libera a Sky, secondo i ben informati, sono invece state l'olandese Neelie kroes (commissario all'Agenda digitale ed ex titolare della concorrenza), la lussemburghese Vivian Reding (giustizia) e l'Alto Rappresentante per la Politica estera dell'UE Catherine Ashton, che e' anche vicepresidente della Commissione.
Inutile annotare che, al momento dell'annuncio della decisione nella sala stampa della Commissione &#8211; quel 20 luglio, i giornalisti stranieri hanno subito sollevato una raffica di domande sul conflitto d'interessi. In particolare, alcuni, hanno chiesto conto di telefonate che, secondo le loro fonti, il Presidente Berlusconi avrebbe fatto in prima persona per suggerire un &#8220;no&#8221; a Sky. Pia Ahrenkilde, l'ineffabile portavoce della Commissione, ha risposto con uno sfuggente &#8220;not in my knowledge&#8221; (non che io sappia, ndr).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A completare il quadretto sulla decisione che porto' scompiglio nelle ordinate stanze di Barroso, c'e' anche un piccolo aneddoto. Il Presidente della Bocconi Mario Monti, che presentava quella mattina al collegio dei Commissari il suo rapporto sul rilancio del Mercato interno, avrebbe atteso a lungo &#8211; secondo le agenzie &#8211; la fine della discussione sul dossier Sky. Proprio lui, che nel 2003 &#8211; da Commissario alla Concorrenza, aveva dato l'ok alla fusione di Telepiu' e Stream a patto che Sky non entrasse nel mercato del digitale terrestre prima del 31 dicembre 2011.
Lasciare Mario Monti a far anticamera: anche questo puo' il conflitto d'interessi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>La crisi delle relazioni tra Turchia e Israele: Gaza, e oltre</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/La-crisi-delle-relazioni-tra,3921.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.dieeuros.eu/La-crisi-delle-relazioni-tra,3921.html</guid>
		<dc:date>2010-08-02T09:31:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giovanni CIOFFI</dc:creator>


		<dc:subject>Turchia</dc:subject>
		<dc:subject>Vicino e Medio Oriente</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Dopo il sanguinoso abbordaggio israeliano ad una spedizione di pacifisti, in gran parte turchi, diretta a Gaza, le relazioni tra i due paesi sono in grave crisi. Come si inquadra ci&#242; nel riposizionamento della Turchia sulla scena internazionale?&lt;/p&gt;

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH100/arton3921-21e4b.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Il 31 maggio 2010 un assalto delle truppe speciali israeliane ha bloccato il tentativo di una spedizione di pacifisti, in gran parte di nazionalit&#224; turca, di forzare il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza. L'episodio, che ha avuto conseguenze sanguinose, ha determinato una grave crisi nelle relazioni turco-israeliane. La crisi diplomatica tra due paesi tradizionalmente alleati pu&#242; essere inquadrata in un processo di riposizionamento della Turchia nel quadro internazionale, cui non &#232; estranea la questione dell'entrata del paese nell'Unione Europea che ormai si trascina da diversi decenni.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;L'abbordaggio del traghetto Mavi Marmara, che cercava di forzare il blocco navale israeliano su Gaza, da parte delle truppe speciali israeliane, con l'uccisione di nove cittadini turchi, ha rappresentato il punto pi&#249; basso delle relazioni turco-israeliane negli ultimi anni e si &#232; andato ad innestare su una situazione gi&#224; tesa tra i due paesi. Diversi episodi negli ultimi mesi hanno testimoniato questa tensione, come l'abbandono del summit di Davos nel 2009 da parte del Primo Ministro turco Erdogan in polemica con il presidente israeliano Peres a seguito dell'operazione Piombo Fuso, oppure la pubblica umiliazione dell'ambasciatore turco a Tel Aviv da parte del Vice Ministro degli Esteri israeliano Danny Ayalon per protestare contro un programma televisivo turco considerato antisemita. L'episodio verificatosi al largo delle acque di Gaza ha determinato una dura reazione del governo turco ed il cortocircuito nelle relazioni diplomatiche tra i due paesi. C'&#232; chi ha parlato di rottura definitiva dell'alleanza turco-israeliana, di deriva islamica turca, addirittura Liz Cheney, figlia dell'ex vice presidente americano Dick Cheney ha definito la Turchia un nuovo &#8220;rogue state&#8221;. Se queste visioni drastiche sono perlomeno esagerate, sicuramente si assiste ad una messa in discussione della alleanza strategica tra i due paesi e ad un raffreddamento dei rapporti.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
La storia delle relazioni tra Turchia ed Israele&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La Turchia &#232; stato il primo paese islamico a riconoscere Israele nel 1949. I rapporti con lo stato ebraico hanno conosciuto alti e bassi dovuti anche allo stato dei rapporti tra la Turchia e i paesi arabi della regione. Gi&#224; David Ben Gurion, parlava a proposito del rapporto con la Turchia di &#8220;strategia periferica&#8221;, che consisteva nell'alleanza di Israele con gli altri paesi non arabi della regione (l'Iran) e di supporto alle minoranze presenti nei paesi arabi, come i cristiano maroniti in Libano o i Curdi in Iraq. A seguito per&#242; della rivoluzione islamica in Iran nel 1979 e dell'invasione del Libano nel 1982, la Turchia &#232; rimasta l'unico alleato di Israele nella regione ed il rapporto si &#232; ancor di pi&#249; rafforzato dopo la fine della Guerra Fredda. Sono stati conclusi una serie di accordi economici e politici culminati nell'accordo militare del 1996 firmato dai primi ministri turco Tansu Ciller e quello israeliano Benjamin Nethanyau. L'accordo prevede esercitazioni aereo-navali congiunte, scambi di personale militare, vendita di armi, ed &#232; molto importante per le forze armate israeliane perch&#233; consente agli aerei israeliani di utilizzare il territorio turco per esercitazioni. Inoltre dagli anni '90 l'interscambio commerciale tra i due paesi ha conosciuto un costante aumento. L'avvicinamento della Turchia ad Israele &#232; stato favorito da numerosi fattori, tra cui i contrasti con Siria e Iraq alimentati dalle questioni idriche legate al controllo delle acque di Tigri ed Eufrate ed al faraonico progetto di un sistema di dighe in Anatolia, dalla questione curda, dal contenzioso di confine con la Siria sul distretto di Hayat (l'antica Alessandretta).&lt;/p&gt;
&lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3060 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;width:320px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;IMG/jpg/cioffi_tk_2.jpg&quot; title='Erdogan e il Presidente israeliano Peres a Davos&lt;br /&gt;(Fonte: www.flickr.com)' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L320xH241/cioffi_tk_2-2974-1bc6e.jpg' width='320' height='241' alt='JPEG - 17,2 Kb' style='height:241px;width:320px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dt class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;Erdogan e il Presidente israeliano Peres a Davos&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dd class='spip_doc_descriptif'&gt;&lt;p&gt;(Fonte: &lt;a href='http://www.flickr.com/' class='spip_out' rel='external'&gt;www.flickr.com&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/dd&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;Il governo di ispirazione islamica del Partito del Benessere di Erbakan nel 1997 aveva cercato di rimettere in discussione l'alleanza, ma senza successo. Il partito &#232; stato poi messo fuori legge dall'intervento dei militari. Proprio lo Stato Maggiore dell'esercito &#232; stato il grande sponsor del rapporto privilegiato della Turchia con Israele negli ultimi due decenni. Il riorientamento della politica estera turca &#232; anche espressione del mutamento interno dei rapporti di forza. L'attuale partito di governo, l'AKP (Giustizia e Sviluppo), di ispirazione islamica moderata, ha raccolto l'eredit&#224; del partito di Erbakan, e sotto la guida del Primo Ministro Recep Tayyp Erdogan sta ridefinendo la politica estera turca. Tuttavia l'attuale atteggiamento turco verso Israele e verso il blocco di Gaza pi&#249; che ad una spinta islamista &#232; molto pi&#249; probabilmente ispirato ad una considerazione pragmatica degli interessi turchi sul piano internazionale e a valutazioni di politica interna da parte di Erdogan.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Il governo turco tra politica internazionale e ricerca del consenso interno&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Sul piano internazionale la Turchia gioca un ruolo fondamentale nel sistema di sicurezza occidentale, ma percepisce di non godere dei vantaggi di questo proprio ruolo. Il processo di adesione all'UE che ormai si trascina da qualche decennio &#232; l'esempio di come i paesi occidentali esitino a dare questo riconoscimento tangibile alla Turchia. ll governo Erdogan a questo punto sembra voler ampliare il campo delle opzioni a disposizione con un avvicinamento ad altri paesi emergenti quali il Brasile e l'Iran. Recentemente infatti &#232; stato firmato un accordo nucleare tripartito tra Iran, Brasile e Turchia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sulla questione di Gaza, poi, la Turchia si era sempre mostrata molto critica nei confronti di Israele, criticando il blocco della Striscia fin dall'inizio e condannando duramente l'operazione Piombo Fuso del gennaio 2009. Erdogan &#232; stato uno dei primi leader ad incontrare Ismail Hanyeh, Primo Ministro di Hamas, dopo la vittoria del movimento islamico alle elezioni palestinesi del 2006. Certamente le radici islamiche del partito al governo in Turchia hanno una certa influenza sulla solidariet&#224; mostrata verso i palestinesi. L'atteggiamento di Erdogan nei confronti di Israele va poi visto anche sotto la luce dei rapporti di forza interni. Come anticipato precedentemente, il rapporto con Israele era sostenuto soprattutto dai militari che una parte tanto importante rivestono nella storia politica della Turchia moderna. Ora la messa in discussione di questa alleanza appare anche come un ulteriore affrancamento della classe politica turca dai militari. Su tale questione il governo turco gode del favore della stragrande maggioranza della popolazione, che ha sempre avuto un atteggiamento pro-palestinese e non ha mai visto con favore la vicinanza ad Israele. L'episodio della &#8220;Freedom Flottilla&#8221; non ha fatto altro che esacerbare questo sentimento e Erdogan ha saputo cavalcarlo per guadagnare punti di popolarit&#224;. La base elettorale dell'AKP &#232; costituita da ceti meno abbienti, musulmani praticanti ed il discorso anti-israeliano fa particolarmente presa su questo elettorato.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;La fine della &#8220;strategia periferica&#8221; israeliana&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;D'altra parte l'attacco israeliano che mirava a dar prova di decisione e di inflessibilit&#224; nel portare avanti il blocco di Gaza &#232; stato un disastro sia diplomaticamente che dal punto di vista dell'immagine internazionale. Tralasciando il giudizio sull'efficacia del blocco nell'indebolire Hamas, che meriterebbe una trattazione a parte, Israele rischia di perdere l'unico alleato della regione e l'ultimo tassello di quella strategia periferica cui gi&#224; Ben Gurion faceva riferimento. A quel punto garantire la sicurezza di Israele diventerebbe un problema anche per l'alleato statunitense.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;L'Unione Europea sotto pressione&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia non sembra plausibile interpretare le mosse attuali della Turchia come una messa in discussione della opzione pro-occidentale, a favore di una scelta panislamica. Piuttosto la Turchia vuole vedere dei riconoscimenti tangibili al proprio ruolo ed usa come mezzo di pressione il proprio riavvicinamento all'Iran, l'apertura ad Hamas, l'atteggiamento critico verso Israele. Da questo punto di vista l'Unione Europea &#232; messa particolarmente sotto-pressione. Dopo l'assalto alla Mavi Marmara e la reazione turca il segretario alla Difesa USA Robert Gates ha attribuito ai tentennamenti dell'Unione nell'allargamento alla Turchia le motivazioni della virata della politica estera turca e il presidente Obama in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha detto apertamente che il posto della Turchia &#232; a pieno titolo in Europa.&lt;/p&gt;
&lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3061 spip_documents spip_documents_right' style='float:right;width:213px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;IMG/jpg/cioffi_tk_3.jpg&quot; title='Manifestazioni pro-palestinesi&lt;br /&gt;(Fonte: www.flickr.com)' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L213xH320/cioffi_tk_3-5ee0-c9a2c.jpg' width='213' height='320' alt='JPEG - 165,7 Kb' style='height:320px;width:213px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dt class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;Manifestazioni pro-palestinesi&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dd class='spip_doc_descriptif'&gt;&lt;p&gt;(Fonte: &lt;a href='http://www.flickr.com/' class='spip_out' rel='external'&gt;www.flickr.com&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/dd&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;A questo punto varrebbe la pena chiedersi quanto importi dei palestinesi alla Turchia, e se essa non stia solo tentando di usare la questione palestinese come strumento di pressione sull'UE. Se si considera la questione curda, questa attenzione verso l'autodeterminazione del popolo palestinese appare quanto meno sospetta. L'UE dal suo canto, si trova costretta in un angolo e soggetta a pressioni da pi&#249; lati, incapace di assumere una decisione chiara &#8211; al di l&#224; delle dichiarazioni di circostanza &#8211; a causa delle divisioni interne sia sulla questione dell'ingresso della Turchia, sia del blocco israeliano di Gaza e pi&#249; in generale della soluzione della questione israelo-palestinese.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Caucaso, una spina nel fianco tra Mosca e Bruxelles</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/Caucaso-una-spina-nel-fianco-tra,3933.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.dieeuros.eu/Caucaso-una-spina-nel-fianco-tra,3933.html</guid>
		<dc:date>2010-07-30T05:31:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandra PROCOPIO</dc:creator>


		<dc:subject>Politica Estera</dc:subject>
		<dc:subject>Russia ed ex paesi sovietici</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Nonostante la tradizionale gelosia russa per la propria sovranit&#224;, il Caucaso del Nord offre un esempio efficace della collaborazione tra Russia e UE in materia di principi democratici e difesa dei diritti umani.&lt;/p&gt;

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH102/arton3933-09ee1.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='102' class='spip_logos' style='height:102px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;L'Unione Europea e la Russia sono sempre pi&#249; vicine e legate da una profonda cooperazione in ambito commerciale ed energetico. Eppure gli intensi rapporti economici non trovano adeguata corrispondenza in materia di principi democratici e difesa dei diritti umani. Tuttavia, nonostante la tendenza europea a diffondere e far valere i propri standard politici, socio-economici e culturali nelle sue relazioni esterne e la riluttanza della Russia a permettere qualsiasi forma di interferenza nei propri affari interni, sembra che Mosca e Bruxelles abbiano scoperto reciproci vantaggi in un'azione congiunta contro le attivit&#224; terroristiche e in difesa dei diritti fondamentali dell'uomo. Il Caucaso del Nord offre un esempio efficace di questa forma di collaborazione in nome della democrazia e della sicurezza.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Bruxelles fornisce aiuti e impone condizioni&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La regione del Sud della Russia compresa tra il Mar Nero e il Mar Caspio costituisce uno degli scenari geopolitici tra i pi&#249; &#8220;caldi&#8221; e tormentati dell'intero sistema internazionale (544 crimini di natura terroristica solo nel 2009). In essa sono comprese le problematiche repubbliche dell' Ossezia del Nord, Inguscezia, Cecenia e Daghestan alla continua ricerca di autonomia ed indipendenza dal governo di Mosca. Si tratta della regione con la maggiore concentrazione di popolazione a religione islamica e con il pi&#249; elevato tasso di criminalit&#224;, il pi&#249; alto numero di casi di sparizioni e di maltrattamenti (spesso non apertamente denunciati) di tutto il territorio federale. Il tentativo dell'Europa di fungere da mediatore tra il governo federale russo e le etnie locali al fine di assicurare la pace e la stabilit&#224; della regione pu&#242; essere inquadrato secondo due differenti chiavi di lettura. Se si segue una prima e pi&#249; idealista versione dei fatti, l'attivismo dell'Europa, e dell'Unione Europea in particolare, nel Caucaso del Nord deve essere ricondotto al desiderio di Bruxelles di trasmettere al di fuori dell'Unione i valori fondamentali sulla base dei quali l'UE fu creata poich&#233; solo tramite essi si pu&#242; pervenire ad una societ&#224; internazionale in cui la tolleranza e la comprensione reciproca sostituiscano i pregiudizi e la violenza. Una considerazione pi&#249; realista delle relazioni internazionali, invece, indurrebbe ad interpretare il ruolo di &#8220;guida morale&#8221; che l'UE si assume nell'ambito della societ&#224; internazionale come uno strumento ad essa indispensabile per poter basare le sue relazioni esterne sul principio di &#8220;condizionalit&#224;&#8221;. In qualit&#224; di uno dei maggiori fornitori di aiuto e assistenza alle regioni pi&#249; arretrate ed instabili del mondo, l'UE si riserva il potere di condizionare la distribuzione di tali fondi al possesso da parte dei paesi riceventi di taluni requisiti e al rispetto di alcuni valori politici e socio-economici da essa ritenuti indispensabili. Tuttavia, nonostante questa seconda lettura, &#232; innegabile che il sostegno fornito dalle istituzioni europee nel tentativo di riportare la pace nel Caucaso del Nord, cos&#236; come di garantirne la sicurezza dei cittadini e il rispetto dei loro diritti umani &#232; una risorsa di cui il Cremlino non sembra voler pi&#249; fare a meno.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Cambiare a partire dalla societ&#224; civile&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L'Unione Europea assiste il governo federale russo nel tentativo di fare del Caucaso del Nord una regione pi&#249; prospera e sicura. L'Unione Europea &#232; il maggior partner della Federazione Russa, in termini di quantit&#224; di aiuti finanziari messi a disposizione per la ripresa delle regioni arretrate dell'immenso territorio russo. Il Caucaso del Nord, in particolare le regioni della Cecenia, dell'Inguscezia e dell'Ossezia del Nord, rappresentano una delle aree in cui la Commissione Europea opera pi&#249; attivamente attraverso programmi di assistenza economica e sociale, aiuti umanitari e supporto alle organizzazioni non governative locali. L'arretratezza economica e lo scarso livello di sicurezza che caratterizzano la regione rendono particolarmente rilevante l'azione dell'UE, effettiva anche grazie al sostegno da parte, tra gli altri, delle Nazioni Unite, dell'OSCE, del Consiglio d'Europa e del comitato Internazionale della Croce Rossa.&lt;/p&gt;
&lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3067 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;width:320px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;IMG/jpg/caucaso_2.jpg&quot; title='Bambini in Cecenia&lt;br /&gt;(Fonte: www.flickr.com)' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L320xH240/caucaso_2-2a5cc7-5d521.jpg' width='320' height='240' alt='JPEG - 134 Kb' style='height:240px;width:320px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dt class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;Bambini in Cecenia&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dd class='spip_doc_descriptif'&gt;&lt;p&gt;(Fonte: &lt;a href='http://www.flickr.com/' class='spip_out' rel='external'&gt;www.flickr.com&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/dd&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;L'aiuto messo a disposizione da parte dell'UE si concretizza in forme di assistenza umanitaria per le vittime dei conflitti etnici, in particolare quello ceceno, e dei disastri naturali, e di supporto finanziario destinato a progetti mirati in settori cruciali quali quello della sanit&#224;, dell'istruzione, del lavoro e delle politiche sociali. Inoltre, anche nel Caucaso del Nord l'Unione ha promosso il ricorso allo Strumento Europeo per la democrazia e i diritti umani, una forma di assistenza economica volta a tutelare il rispetto della democrazia e dei diritti umani e alla prevenzione dei conflitti. Tale strumento prevede la realizzazione di progetti che favoriscano una maggiore partecipazione della societ&#224; civile alla vita pratica della loro comunit&#224;, sostenendo cos&#236; lo sviluppo di una classe politica pi&#249; rappresentativa, trasparente e attenta alle esigenze particolari della propria popolazione nonch&#233; al generale bisogno di tutelare i diritti fondamentali di ogni cittadino. Esistono, per esempio, specifici programmi che mirano all'addestramento del personale addetto al trattamento dei detenuti nelle prigioni al fine di far scomparire le pratiche che prevedono il ricorso a pene corporali e psicologiche. Inoltre, vengono invitati gli insegnanti delle scuole a fungere da canale per la diffusione di sentimenti di tolleranza e comprensione tra gli studenti, abbattendo quelle barriere fatte di pregiudizi e razzismo che colpiscono le fasce pi&#249; giovani e vulnerabili della popolazione. Infine, anche i media locali &#8211; radio, televisioni, quotidiani - vengono utilizzati per contribuire a formare l'idea che la convivenza di diverse culture nello stesso territorio sia una fonte di unione pi&#249; che di divisione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche il Consiglio d'Europa, l'altro organo di stampo europeo che collabora con le autorit&#224; russe per assicurare la stabilit&#224; nel Caucaso del Nord e di cui la Federazione Russa &#232; membro dal 1996, &#232; particolarmente attivo nel promuovere i principi del pluralismo, lo stato di diritto, la democrazia e il rispetto dei diritti umani nella regione. Il Consiglio d'Europa cos&#236; come l'Unione Europea hanno accolto con estremo favore nel 2008 le dichiarazioni del neo eletto Presidente Dmitri Medvedev che promettevano una lotta continua e mirata contro ogni atto di criminalit&#224; e di violenza sul territorio della Federazione Russa. Medvedev, nel suo messaggio inaugurale, aveva esplicitamente rassicurato gli elettori del suo futuro impegno in difesa di una maggiore libert&#224; di stampa, di opposizione e di indagine rendendo pi&#249; sicuro lo sforzo di chi, anche a rischio della propria vita, lavora per assicurare maggiore giustizia e libert&#224; in quella che &#232; sicuramente la regione pi&#249; &#8220;calda&#8221; ed instabile della Federazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A tal proposito, tuttavia, proprio recentemente il Consiglio ha espresso la sua apprensione nel prendere atto della persistenza di un'atmosfera di pericolo e di mancanza di collaborazione in cui sono costretti ad operare gli attivisti membri di organizzazioni in difesa dei diritti umani nel Caucaso, le forze di giustizia e di polizia. L'ultimo episodio di violenza risale all'estate del 2009 quando Natalia Estemirova, esponente della nota organizzazione non governativa Memorial operativa sui territori della Cecenia e dell'Inguscezia, &#232; stata rapita e uccisa da ignoti. L'assassinio della Estemirova &#232; solo l'ultimo di una lunga lista di omicidi che nella Federazione Russa colpiscono continuamente attivisti, giornalisti, avvocati e giudici che hanno a che fare con gli scontri, le violenze e gli atti di terrorismo che si verificano nel Caucaso del Nord e che si battono affinch&#233; questi atti possano cessare, affinch&#233; i colpevoli vengano assicurati alla giustizia e le vittime degli abusi vengano risarcite.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Contraddizioni persistenti&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Ci&#242; che continua a preoccupare Bruxelles e Strasburgo &#232; la persistente mancanza di regole nella maniera in cui le forze dell'ordine perseguono il loro principale obiettivo che rimane la lotta ai gruppi terroristi. Il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammerberg, alla fine del 2009, in seguito ad una visita nelle repubbliche del Caucaso del Nord, ha manifestato tutta la sua preoccupazione relativamente agli abusi perpetrati da parte di ufficiali russi nel tentativo di identificare ed arrestare individui legati ad attivit&#224; terroristiche. La contraddizione consiste nel fatto che spesso al fine di combattere il terrorismo le forze dell'ordine, abusando del loro potere, finiscono per commettere altri crimini quali il ricorso a trattamenti inumani e alla tortura durante gli interrogatori per ottenere false confessioni; il saccheggio e la distruzione delle abitazioni di presunti terroristi; il rifiuto di concedere ai detenuti la possibilit&#224; di ricorrere ad un giusto processo.&lt;/p&gt;
&lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3064 spip_documents spip_documents_center'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;IMG/jpg/caucaso_3-2.jpg&quot; title='Una donna in mezzo alle macerie&lt;br /&gt;(Fonte: www.flickr.com)' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L320xH216/caucaso_3-2-88e2-5ba61.jpg' width='320' height='216' alt='JPEG - 67,2 Kb' style='height:216px;width:320px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dt class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;Una donna in mezzo alle macerie&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dd class='spip_doc_descriptif'&gt;&lt;p&gt;(Fonte: &lt;a href='http://www.flickr.com/' class='spip_out' rel='external'&gt;www.flickr.com&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/dd&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;Cos&#236;, il Consiglio d'Europa si fa promotore di una serie di attivit&#224; volte a ridurre gli episodi di violenza e a fare di queste regioni un luogo pi&#249; sicuro per i loro cittadini, dove paura e omert&#224; siano sostituite da una partecipazione attiva e costruttiva alla vita politica della comunit&#224; locale. Ne sono un esempio i seminari organizzati dal Consiglio d'Europa nel settore della giustizia rivolti a giudici e procuratori affinch&#233; assicurino la corretta applicazione della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e forniscano gli strumenti pi&#249; adatti per l'elaborazione di un'efficace legislazione che funga da base giuridica per l'autogoverno di alcune province del Daghestan, della Cecenia e dell'Inguscezia. Inoltre, sono numerosi i programmi di assistenza psicologica attivati da Strasburgo per donne e bambini dei villaggi colpiti dai conflitti, in particolare quello ceceno, e affetti da traumi causati dalla guerra e dai trasferimenti forzati. Il Consiglio cos&#236; come l'UE auspicano un maggiore impegno da parte delle autorit&#224; russe ad eliminare gli incidenti legati alle attivit&#224; antiterroristiche, tanto meno giustificati se si considera che sono provocati da rappresentanti dello Stato. Nonostante la Russia ponga sempre in primo piano il rispetto della propria sovranit&#224; interna, essa ha dimostrato di accogliere con favore le iniziative lanciate dalla Commissione Europea e dal Consiglio d'Europa, in quanto sostiene di essere promotrice degli stessi valori democratici e della difesa dei diritti umani.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Possibili passi in avanti&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Sembrerebbe quindi che, nonostante il contrasto evidente tra la tendenza europea ad imporre i propri standard politici, socio-economici e culturali nei confronti dei paesi terzi con cui stabilisce forme di collaborazione e la riluttanza della Russia a permettere qualsiasi forma di interferenza nei propri affari interni, Mosca e Bruxelles abbiano fatto della cooperazione e del compromesso una via efficace per risolvere alcuni dei problemi della tormentata regione del Caucaso del Nord.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; E' di appena qualche giorno fa, infatti, l'annuncio che il Presidente Medvedev e il governo russo hanno accettato di sostenere una risoluzione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa relativa ai diritti umani nel Caucaso del Nord. Per la prima volta dalla sua adesione al Consiglio d'Europa, la Federazione Russa ha votato a favore di una tale risoluzione in virt&#249; del fatto che essa pu&#242; essere d'aiuto a Mosca nella sua lotta contro il terrorismo che minaccia tanto lo stato russo quanto l'intera comunit&#224; internazionale. Tuttavia, in un sistema internazionale dove la politica estera continua ad essere pervasa dai principi della realpolitik, la cooperazione russo-europea in tema di terrorismo, criminalit&#224; e difesa dei diritti umani non sembra basarsi su motivazioni puramente altruistiche. Da un lato, Bruxelles &#232; consapevole del fatto di dover rispondere del proprio operato ad un elettorato attento e partecipe, che non &#232; disposto a stare a guardare quando dalle montagne del Caucaso vengono diffuse notizie di sparizioni, omicidi, abusi di ogni genere. Non si accontenta di risposte vaghe in seguito alla morte di giornalisti russi apparentemente senza mandante e di fronte a cui il governo russo sembra essere impotente. L'Unione Europea ha l'obbligo morale di manifestare un interesse ed un certo attivismo quando i valori su cui essa &#232; stata costruita vengono calpestati, indifferentemente dal luogo in cui ci&#242; si verifichi. D'altronde Bruxelles adotta un atteggiamento cauto e non eccessivamente intrusivo nei confronti del vicino gigante petrolifero, proprio in virt&#249; della sua cronica dipendenza da esso in termini di rifornimenti di gas, senza i quali l'Europa dovrebbe rivolgersi ad altri &#8220;scomodi&#8221; vicini.&lt;/p&gt;
&lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3065 spip_documents spip_documents_right' style='float:right;width:320px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;IMG/jpg/caucaso_4.jpg&quot; title='Un combattente appostato proprio sopra la scritta &#171;ricorda Allah!&#187;&lt;br /&gt;(Fonte: www.flickr.com)' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L320xH213/caucaso_4-8737c6-aa60b.jpg' width='320' height='213' alt='JPEG - 99,1 Kb' style='height:213px;width:320px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dt class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;Un combattente appostato proprio sopra la scritta &#171;ricorda Allah!&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dd class='spip_doc_descriptif'&gt;&lt;p&gt;(Fonte: &lt;a href='http://www.flickr.com/' class='spip_out' rel='external'&gt;www.flickr.com&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/dd&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;Mosca, dal canto suo, si &#232; dimostrata disposta ad accettare dei limiti alla sua sovranit&#224; interna per due ordini principali di ragioni. La prima fa riferimento alla volont&#224; dell'ex Presidente russo Putin di reinserire la Russia tra le grandi potenze mondiali con un ruolo essenziale nell'ambito del sistema internazionale. A tale scopo, considerata anche la sua adesione al Consiglio d'Europa a partire dal 1996, la Russia si &#232; impegnata, almeno apparentemente, ad una lotta su larga scala contro ogni forma di criminalit&#224;, in particolare contro ogni atto di terrorismo interno od internazionale. In seguito alle due guerre cecene del 1994-96 e del 1999, ai ripetuti attacchi terroristici a Mosca, in Daghestan, a Beslan e, infine, dopo lo scoppio della guerra russo-georgiana nell'Agosto del 2008, il governo russo ha ribadito che adotter&#224; una fermezza assoluta nel perseguire tutti i nemici dello stato russo che ne minano l'integrit&#224; territoriale e la sicurezza. In secondo luogo, l'ex Presidente Putin aveva intuito il vantaggio che poteva derivare per la Russia da una cooperazione con i partner occidentali in materia di terrorismo. Se si fosse guadagnato la loro fiducia, questo gli avrebbe permesso di inserire il conflitto ceceno nell'ambito del pi&#249; generale quadro del terrorismo internazionale, cosa che avrebbe fatto chiudere un occhio ai leader occidentali su occasionali episodi di violenza ad opera degli ufficiali russi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La violenza nel Caucaso del Nord permane e le travagliate vicende della regione continuano a rappresentare un ostacolo nelle relazioni tra UE e Russia. Eppure finch&#233; Mosca e Bruxelles sono aperte ad una qualche forma di collaborazione, anche in tema di democrazia e difesa dei diritti umani dei passi avanti sembrano essere realizzabili.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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<item xml:lang="it">
		<title>Sky vs Mediaset: la battaglia approda in Europa</title>
		<link>http://www.dieeuros.eu/Sky-vs-Mediaset-la-battagla,3932.html</link>
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		<dc:date>2010-07-28T18:39:53Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Silvia RENZI</dc:creator>


		<dc:subject>Mercato interno e concorrenza</dc:subject>
		<dc:subject>Italia</dc:subject>
		<dc:subject>Politiche interne</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Sono recentissimi gli sviluppi delle azioni tra le emittenti televisive Mediaset e Sky che ormai da anni si danno battaglia per la conquista dell'ultimo telespettatore italiano, spesso ignaro degli interessi commerciali a dir poco incalcolabili che si celano dietro la sua scelta quotidiana di accendere o meno la televisione e guardare un programma piuttosto che un altro.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/-Articles-d-analyses-.html" rel="directory"&gt;1. Articoli di analisi&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Italie-+.html" rel="tag"&gt;Italia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.dieeuros.eu/+-Politique-nationale-+.html" rel="tag"&gt;Politiche interne&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH102/arton3932-9c05f.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='102' class='spip_logos' style='height:102px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Sono recentissimi gli sviluppi delle azioni tra le emittenti televisive Mediaset e Sky che ormai da anni si danno battaglia per la conquista dell'ultimo telespettatore italiano, spesso ignaro degli interessi commerciali a dir poco incalcolabili che si celano dietro la sua scelta quotidiana di accendere o meno la televisione e guardare un programma piuttosto che un altro.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Si potrebbe dire che tutto &#232; iniziato con il famoso, o forse &#232; meglio dire famigerato, passaggio al &#8220;digitale terrestre&#8221;, scaglionato nei mesi e negli anni per le varie regioni e citt&#224; italiane, che ha costretto i cittadini all'acquisto di televisori di ultima generazione o di semplici decoder da installare sui vecchi apparecchi. Infatti, nelle Leggi finanziarie del 2004 e 2005 si era previsto un contributo pubblico, prima di 150 euro e successivamente di 70 euro, per ogni utente che avesse acquistato un apparecchio per la ricezione di segnali televisivi digitali terrestri, un decoder appunto; il limite di spesa del contributo ammontava, per ogni anno, a 110 milioni di euro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Successivamente, interveniva la Commissione europea la quale, a seguito delle denunce delle societ&#224; Europa 7 e Sky Italia in merito ai suddetti contributi statali, riscontrava i presupposti per aprire un'indagine formale in materia di aiuti di Stato, ex articolo 87, paragrafo 1 TCE. E' bene infatti ricordare che per qualificare una misura come &#8220;aiuto di Stato&#8221; occorre che sussistano quattro presupposti: innanzitutto deve trattarsi di un intervento dello Stato o fatto mediante risorse statali; in secondo luogo, l'intervento deve accordare un vantaggio economico cd. &#8220;selettivo&#8221; al suo beneficiario; deve falsare o minacciare di falsare la concorrenza; e infine, deve essere atto a incidere sugli scambi tra gli Stati membri.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
Un aiuto di Stato
&lt;/h3&gt;
&lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3070 spip_documents spip_documents_right' style='float:right;width:320px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dieeuros.eu/IMG/jpg/palazzo_sky.jpg&quot; title='Accogliendo la deuncia di Sky la Commissione aveva gi&#224; giudicato il passaggio al digitale terrestre come aiuti di stato' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L320xH178/palazzo_sky-d382-35e9f.jpg' width='320' height='178' alt='JPEG - 89,2 Kb' style='height:178px;width:320px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dt class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;Accogliendo la deuncia di Sky la Commissione aveva gi&#224; giudicato il passaggio al digitale terrestre come aiuti di stato&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;Nella sua decisione del 24 gennaio 2007, la Commissione ha proceduto con ordine; essendo la misura contenuta nelle leggi finanziarie del 2004 e del 2005, ed essendo quindi finanziata mediante il bilancio statale, la prima condizione risulta soddisfatta, senza neppure alcun tentativo di contestazione da parte dello Stato italiano. Riguardo al carattere della selettivit&#224; e in particolare dell'individuazione dei beneficiari della misura, seppure questi possono essere fatti coincidere con i consumatori finali, ossia noi, i telespettatori, la Commissione sostiene che il vantaggio finisce per giungere indirettamente anche alle emittenti televisive che operano sulle piattaforme digitali terrestri e via cavo, agli operatori delle reti che trasmettono il segnale e infine ai produttori dei decoder. In particolare, la misura pu&#242; considerarsi selettiva in quanto ha permesso alle emittenti televisive terrestri e via cavo di &#8220;sviluppare un audience, con particolare riguardo all'incremento delle attivit&#224; pay per view&#8221;: in assenza di tale misura, le emittenti avrebbero dovuto sostenere i costi di tale attivit&#224;, esattamente come &#232; accaduto per Sky, societ&#224; che opera sulla piattaforma satellitare e non terrestre, la quale ha provveduto a fornire gratuitamente ai suoi abbonati un decoder e un'antenna parabolica. Il contributo statale, in altre parole, ha permesso alle emittenti televisive di evitare il costo di una pratica commerciale, quale il sovvenzionamento dei decoder, diffusa sul mercato e utile per creare una audience. Nondimeno, gli operatori gi&#224; presenti sul mercato potevano facilmente convertire le loro concessioni analogiche in digitali, mentre i nuovi concorrenti dovevano prima acquistare concessioni sul mercato per poi effettuare la radiodiffusione in via analogica. Il vantaggio in questione si &#232; poi trasformato anche in una consolidazione della posizione degli operatori terrestri, cio&#232; una sorta di fidelizzazione della propria clientela per le nuove attivit&#224; di televisione a pagamento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In conclusione, la selettivit&#224; risulta dal fatto che non tutte le emittenti potevano trarre vantaggio dalla misura erogata dalla Repubblica italiana: ne rimanevano per esempio escluse tutte le emittenti presenti solo sulla piattaforma satellitare, le quali non hanno visto aumentare il numero dei loro spettatori con l'introduzione della televisione digitale terrestre. Come terzo passaggio del suo ragionamento, la Commissione aggiunge che la misura in questione si presta a falsare la concorrenza in quanto, come sostenuto anche dall'Autorit&#224; Garante per la concorrenza e il mercato nelle sue &#8220;Conclusioni dell'indagine conoscitiva sul settore televisivo&#8221; del 6 dicembre 2004, operatori terrestri e satellitari si trovano in concorrenza nel mercato della televisione a pagamento, di conseguenza il costo del decoder ha di fatto inciso sulla scelta del consumatore tra le due diverse piattaforme, arrivando il contributo erogato dallo Stato italiano in una fase piuttosto delicata: nel momento in cui molti spettatori di televisione analogica terrestre dovevano affrontare la transizione verso la televisione digitale, potendo scegliere se investire in un apparecchio di ricezioni di trasmissioni terrestri oppure via satellite. Infine, in merito all'incidenza sugli scambi tra Stati membri, essendo i mercati di radiodiffusione e i servizi di rete aperti alla concorrenza internazionale, favorire in modo selettivo solo determinate emittenti comporta che la concorrenza risulti falsata a scapito di operatori economici che potrebbero provenire da altri Stati membri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Avendo qualificato la misura come aiuto di Stato, la Commissione passa a valutare la sua compatibilit&#224; o meno con il mercato, ai sensi della deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) TCE, secondo il quale un aiuto &#232; compatibile se persegue un obiettivo di comune interesse in modo necessario e proporzionato, per esempio per rimediare a una possibile disfunzione del mercato stesso; seppure la Commissione abbia ritenuto che il passaggio dalla radiodiffusione in tecnica analogica a quella in tecnica digitale e la diffusione di standard aperti per l'interattivit&#224; siano da considerare obiettivi di comune interesse, la misura non &#232; risultata n&#233; necessaria, n&#233; proporzionata, determinando un'inutile distorsione a favore delle emittenti televisive terrestri gi&#224; presenti sul mercato, mercato solo apparentemente caratterizzato da un rigido oligopolio e nel quale tali distorsioni possono avere un considerevole effetto sulla concorrenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Commissione conclude che il contributo concesso dall'Italia in favore delle emittenti digitali terrestri che offrono servizi di televisione a pagamento e agli operatori via cavo di televisione a pagamento per l'acquisto di decoder che consentano la ricezione di segnali televisivi in tecnica digitale terrestre costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE e che l'aiuto non &#232; compatibile con il mercato comune. Esso, inoltre, non &#232; stato comunicato alla Commissione dall'Italia ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE ed &#232; stato attuato illegittimamente senza l'autorizzazione della Commissione, configurandosi dunque anche come aiuto illegale. La decisione della Commissione porta all'inevitabile conclusione della richiesta di restituzione dell'aiuto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Repubblica italiana ha cos&#236; tentato di evitare la debacle sostenendo che fosse impossibile quantificare l'ammontare dell'aiuto da recuperare e soprattutto che fosse difficile ricostruire presso chi dovesse avvenire il recupero in questione, ma la Commissione ha precisato che, secondo costante giurisprudenza della Corte di giustizia, gli aiuti vanno recuperati presso i beneficiari effettivi degli stessi i quali, nel caso di specie, sono le emittenti digitali terrestri che offrono servizi di televisione a pagamento e gli operatori via cavo di televisione a pagamento; inoltre, sempre secondo giurisprudenza della Corte, nessuna norma di diritto comunitario impone alla Commissione di determinare l'importo esatto dell'aiuto da restituire, bens&#236; esso &#232; rimesso alle modalit&#224; previste dal diritto interno di ciascuno Stato membro; la competenza &#232; del giudice nazionale: laddove venga adito, spetter&#224; a questi pronunciarsi sull'importo dell'aiuto da restituire, previo eventuale rinvio alla Corte di giustizia per chiarimenti sul punto.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
La sentenza&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Passiamo quindi alla sentenza del 15 giugno 2010, con cui Tribunale di primo grado si pronuncia sul ricorso della societ&#224; Mediaset contro la decisione della Commissione europea. Di nuovo, nulla da fare per l'emittente televisiva; il Tribunale concorda con il ragionamento portato avanti dalla Commissione e ne conferma la decisione, respingendo il ricorso e condannando Mediaset al pagamento delle spese processuali. In particolare, il Tribunale concorda con la Commissione nel ritenere che il contributo non rispondesse al requisito della &#8220;neutralit&#224; tecnologica&#8221; e che l'aiuto &#8220;da un lato incentivasse i consumatori a passare dal sistema analogico a quello digitale terrestre limitando (&#8230;) i costi che le emittenti televisive digitali terrestri avrebbero dovuto sopportare e dall'altro, ha consentito alle emittenti medesime di consolidare rispetto ai nuovi concorrenti, la loro posizione sul mercato, in termini di immagine di marchio e di fidelizzazione della clientela&#8221;. In aggiunta, prosegue il Tribunale, anche se tutte le emittenti satellitari avessero potuto beneficiare della misura offrendo decoder &#8220;ibridi&#8221; (ossia decoder con tecnologia contemporaneamente terrestre e satellitare), esse avrebbero comunque sopportato un costo supplementare che si sarebbe con ogni probabilit&#224; dovuto riversare sul prezzo di vendita al pubblico, rimanendo svantaggiati rispetto ai decoder unicamente digitali terrestri, aiutati dalla sovvenzione.&lt;/p&gt; &lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3069 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;width:320px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dieeuros.eu/IMG/jpg/torre_mediaset.jpg&quot; title='Il tribunale di prima istanza ha bocciato il ricorso dI mediaset contro la decisione della Commissione Europea' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.dieeuros.eu/local/cache-vignettes/L320xH240/torre_mediasdf03-69252.jpg' width='320' height='240' alt='JPEG - 95,9 Kb' style='height:240px;width:320px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dt class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;Il tribunale di prima istanza ha bocciato il ricorso dI mediaset contro la decisione della Commissione Europea&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;Non stupisce dunque che ora Sky abbia raddoppiato la posta in gioco. Avendo dalla sua parte una decisone della Commissione europea che condanna, tra gli altri, Mediaset alla restituzione degli aiuti di Stato concessi per l'acquisto dei decoder digitali terrestri &#8211; i quali le avevano di fatto aperto le porte al mercato della televisione a pagamento, ove Sky era da anni considerata monopolista assoluta &#8211;, nonch&#233; una sentenza del Tribunale di Primo grado che conferma la decisione della Commissione in questione, Sky rilancia. Il mercato della pay per view, grazie ai digitali terrestri, non &#232; pi&#249; un monopolio, Mediaset ha sufficienti potenzialit&#224; per &#8220;sottrarre&#8221; con i suoi canali a pagamento utenti abbonati e possibili futuri clienti a Sky, dunque quest'ultima non ha ritenuto pi&#249; giustificato il suo impedimento, risalente al 2003, all'accesso al digitale terrestre per la trasmissione di programmi in chiaro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il 20 luglio 2010 la Commissione europea ha accettato di sollevare Sky Italia da un impegno sottoscritto nel 2003 che le impediva di partecipare alla gara di aggiudicazione delle frequenze per la televisione digitale terrestre. L'impegno avrebbe dovuto concludersi il 31 dicembre 2011, ma al contrario, grazie alla decisione della Commissione l'impresa potr&#224; nel giro di alcuni mesi partecipare alla gara per trasmettere programmi televisivi in chiaro per un periodo di cinque anni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel 2003 infatti, a causa della costituzione di una nuova emittente televisiva via satellite denominata Sky Italia, la Commissione aveva autorizzato News Corporation Limited (Newscorp) ad acquisire il controllo di Telepi&#249; Spa e di Stream Spa. Poich&#233; l'operazione aveva creato una posizione molto forte sul mercato delle pay TV, la Commissione aveva subordinato l'autorizzazione ad una serie di condizioni molto rigorose con scadenza il 31 dicembre 2011, in base alle quali l'impresa poteva offrire la pay TV soltanto su satellite e non poteva mantenere o acquisire frequenze sul digitale terrestre. Tali impegni avrebbero infatti limitato il potere di mercato di Sky Italia nel settore della pay-TV. Contemporaneamente la Commissione ha cercato di agevolare l'ingresso sul mercato di nuove imprese garantendo loro l'accesso alle infrastrutture e al contenuto necessari per offrire efficacemente servizi di pay-TV in Italia, a prescindere dalla piattaforma.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel novembre 2009 Sky Italia ha chiesto alla Commissione di essere sollevata dall'impegno relativo alla piattaforma del digitale terrestre in modo da poter partecipare alla futura gara per l'aggiudicazione di cinque nuove frequenze che organizzeranno le autorit&#224; italiane. In effetti, la Commissione poteva decidere di modificare gli impegni in questione, ove avesse rilevato che le condizioni del mercato televisivo italiano erano cambiate in maniera significativa rispetto al 2003.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Proprio in tal senso, la Commissione ha rilevato che grazie agli impegni connessi alla decisione del 2003, attraverso il digitale terrestre hanno fatto il loro ingresso sul mercato italiano della pay TV operatori alternativi, quali Mediaset e Telecom Italia/Dahlia, anche se Sky Italia ha mantenuto la propria posizione dominante sul satellite. In poco tempo, la TV digitale terrestre &#232; diventata la principale piattaforma per il consumo di televisione digitale in Italia ed &#232; probabile, secondo la Commissione, che mantenga tale posizione per parecchi anni dopo il cosiddetto switch-off delle trasmissioni analogiche che &#232; slittato al 2012. Infine, a partire dal settembre 2008, &#232; stata creata una nuova piattaforma digitale satellitare, chiamata TIVU Sat, realizzata da RAI, Mediaset e Telecom Italia, disponibile per i consumatori italiani.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La prossima gara &#232; un'opportunit&#224; unica per Sky Italia per entrare nella piattaforma del digitale terrestre, in concorrenza con le emittenti gi&#224; esistenti; attualmente infatti lo spettro delle 21 frequenze &#232; sostanzialmente detenuto da operatori gi&#224; presenti sul mercato, basti pensare che Mediaset, RAI e Telecom Italia hanno nel complesso 11 frequenze e altre 5 sono gi&#224; state assegnate o sono in procinto di esserlo. L'indagine di mercato ha tuttavia sollevato riserve sul fatto che il significativo potere di mercato di Sky Italia nel settore della pay TV, in particolare su satellite, verrebbe rafforzato dal suo ingresso nel digitale terrestre. Per eliminare tali riserve, Newscorp ha assunto l'impegno in base al quale Sky Italia parteciper&#224; solo all'attribuzione di una delle cinque frequenze rimanente per le quali si deve procedere all'assegnazione, con l'ulteriore limite di utilizzo solo per trasmissioni in chiaro, dunque non a pagamento, per un periodo di cinque anni.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
Le reazioni&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Alla notizia Mediaset si &#232; detta &#171;assolutamente sconcertata&#187; e ha annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Europea, in quanto &#8220;le condizioni fissate dalla Commissione nel 2003 che impedivano a Sky Italia di entrare nella tv digitale terrestre sino al 2012 in virt&#249; della sua posizione dominante sul mercato pay TV sono ancora valide&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Posizione opposta quella di Sky Italia che afferma tramite il suo Amministratore delegato Tom Mockridge: ''Siamo estremamente soddisfatti della decisione odierna. La Commissione europea ha confermato oggi che il mercato televisivo italiano ha vissuto grandi cambiamenti negli ultimi anni, cambiamenti avvenuti anche grazie al costante impegno di Sky Italia nell'introdurre pi&#249; concorrenza, piu' innovazione e piu' scelta in un mercato storicamente dominato da due incumbent''. Mockridge incalza Mediaset e aggiunge &#171;Mi piacerebbe davvero capire se per Mediaset, Sky &#232; un monopolista o &#232; un competitor. Se siamo stradominanti nella pay TV oppure se Mediaset Premium, come affermato durante la loro presentazione agli analisti, ha raggiunto 4.1 milioni di clienti, un numero che, considerando che Sky Italia ne ha 4.7 milioni, &#232; un po' in contraddizione con la prima affermazione&#187;. Qualora Sky Italia avesse successo nella gara di assegnazione delle frequenze digitali, conclude Mockridge, ''saranno ancora una volta i consumatori italiani a trarne benefici''.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La storia sembra senza fine, si attende il ricorso di Mediaset alla Corte di giustizia e la successiva pronuncia del giudice comunitario; nel frattempo al singolo telespettatore non resta che cambiare canale, oppure, per i pi&#249; coraggiosi, spegnere la TV&#8230;.in fondo &#232; quasi agosto e d'estate si va in vacanza, staccando la spina da tutto e da tutti. Altrimenti poi come si far&#224; a settembre a decidere a quale pay per view abbonarsi?&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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